Stazione di Voltri, Fontana: “Allarme per accampamento di sbandati e ubriachi”
L’appello della capogruppo della Lega in consiglio comunale è alla Polizia, che ha competenza esclusiva sulla sicurezza dei viaggiatori e dell’infrastruttura ferroviaria
<Al calar del sole – dice Fontana – l’area interna, sala d’attesa compresa, diventa terra di nessuno, o meglio terra di sbandati e ubriachi. E ovviamente da parte di chi deve necessariamente passare in ore serali dalla stazione non vi è il senso di sicurezza necessario per essere tranquilli. Dalle 20 in poi, come peraltro si evince dalla foto che allego, la sala d’aspetto della stazione si trasforma in un dormitorio. Vi sono sere in cui le presenze sono numerose, altre sere più contenute. Ma non è un quadretto particolarmente gradevole e soprattutto pensando a ciò che riguarda l’aspetto igienico-sanitario. Al mattino, chi giunge in stazione alle prime luce dell’alba, trova lo stesso scenario. Dalle 7 in avanti qualche “ospite” si inizia a svegliare, ad alzarsi ed a sorseggiare la prima birra della giornata>.
<Sollecitata da diversi cittadini voltresi, ho portato all’attenzione sia dell’Amministrazione Comunale, che essendo area Rfi non ha specifiche competenze in merito salvo comunicare e sollecitare soluzioni alla proprietà la situazione, ma anche della stessa Rfi e di Questura e Prefettura quanto avviene in tale zona. Non si può tollerare un tale abbandono del sistema sicurezza in uno spazio dove la gente che usufruisce del trasporto ferroviario necessariamente vi transita. Sia da parte dell’assessore Stefano Garassino che dell’assessore Matteo Campora, che ho personalmente interessato al fenomeno vi è stata una pronta risposta. La palla viene passata ovviamente a Rfi>. Ma anche alla Questura, perché è la Polizia ferroviaria l’unica a poter intervenire, in via esclusiva per garantire la sicurezza dei viaggiatori e dell’infrastruttura ferroviaria, la prevenzione e repressione dei reati e più in genere la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica in ambito ferroviario. L’esclusività di tali competenze è stata recentemente ribadita nel decreto legislativo attuativo della l. 124/2015, conosciuto come “legge Madia”.


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